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S.O.S. COSA MI METTO? ECCO IN SOCCORSO IL BLOGGER’S OUTFIT

Idee e spunti dal closet delle nostre intervistate. Aspettiamo i vostri commenti!

A partire da questo numero alterneremo le consuete interviste alle fshion-bloggers con il salotto virtuale vero e proprio. Ovvero presenteremo, ovviamente con il loro consenso, l’outfit di stagione che ci è piaciuto di più fra quelli che loro hanno pubblicato nei rispettivi blog. E, se qualche lettrice vuol commentare, ben venga il dialogo che avrà il sapore di una chiacchierata in salotto fra amiche, su un argomento che da sempre appassiona e unisce tutte quante!

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Apriamo la carrellata con la mise che Brunette, Eleonora Rocca, ha di recente pubblicato nel suo blog http://www.thebrunettecupcake.com . Il suo stile è decisamente chic con una particolare attenzione ai dettagli. Gonna nera a matita che si apre in fondo in un volant, camicia romantica in tessuto bianco/nero che crea l’effetto gonna o pantalone a vita alta, perfetta per chi ha problemi in quella zona ma adatta a tutte. Pochette Prada, gioielli in argento Tiffany, calze coprenti con riga posteriore e fiocchetto, peep-shoes nere tacco 12.

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Ancora un outfit utto giocato sul bianco/nero, un classico intramontabile, così come intramontabile e sempre chic è il motivo pied-de-poule. Ce lo propone Antonietta Bonanno, suggerendo nel suo bel blog http://myvintagecurves.com il maxi-coat in maglia. Perfetto per mascherare qualche chilo di troppo, va comunque benissimo anche per le magre. In’altra idea tutta da copiare, il trucco degli occhi, che aggiunge un tocco sofisticato all’insieme.

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Inserito fra i must-have della stagione invernale, il tartan non è solo sinonimo di tenuta sportiva e informale. Ce lo ricorda Anna Venere pubblicando nel suo blog http://www.modaperprincipianti.com un’idea inconsueta ma a nostro avviso deliziosa. Come si può vedere nella foto, una camicia scozzese a fondo blu di taglio maschile viene infatti accostata a una gonna (o pantalone) blu decisamente bon-ton e a un magliocino di cashmere beige. Il tocco chic è dato dalla cascata di perle di varie dimensioni e dalla cinturina rossa sottile che segna la vita.

Il salottino virtuale è aperto a tutti: siamo curiose di sapere la vostra opinione!

 

 

 

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STYLE HAS NO SIZE? SI, SE HA CERVELLO E ORIGINALITA’

L’opinione di una curvy-blogger prezioso stimolo per le donne comuni

bikini-per-donne-curvySi chiama Antonietta Bonanno, vive nel Sud Italia e ha creato il blog “My vintage curves” che figura fra i 100 più letti nelle ultime classifiche. Un risultato che la dice lunga sull’interesse, spesso vissuto di nascosto e quasi con un senso di colpa, che molte ragazze hanno per il mondo curvy. Perchè il canone di bellezza dominante, specie fra le più giovani, è purtroppo quello della mannequin pronta per sfilare, che il più delle volte ha un aspetto distante anni luce da quello della maggior parte delle ragazze comuni. Il risultato, bene che vada, è una costante sensazione di disagio. Ma in certi casi sfocia in crisi più gravi e si trasforma lentamente  e subdolamente in malattia. Per questo abbiamo voluto conoscerla più da vicino e pubblichiamo con piacere le sue risposte acute e intelligenti augurandoci che siano veramente d’aiuto a tutte.

Hai scelto di essere curvy, nel senso che a un certo punto della vita hai detto no a tutti i piccoli e grandi sacrifici per mantenere la linea perfetta, oppure no?

In realtà ho solo scelto, a un certo punto della vita, di far pace con me stessa, di accettare il mio corpo e valorizzare le mie forme mediterranee che non prevedono gambe lunghissime e filiformi, ma che hanno comunque tanti altri aspetti positivi. Non ho smesso di stare attenta a mangiare in modo corretto, solo non faccio diete da fame. Insomma, cerco di conciliare la salute con la tavola.

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Quando, come e perchè hai deciso di aprire il blog?

Cercavo da molto tempo un modo per comunicare agli altri le cose che mi appassionano, la scrittura, la fotografia, il cinema, l’arte, il vintage, il riciclo. Un paio d’anni fa ho scoperto i fashion blog e nel leggerne qualcuno mi sono resa conto di avere un approccio alla moda completamente diverso. Così ho pensato di unire insieme la mia visione della moda e le mie passioni. Per me il blog è un laboratorio creativo, dove sperimentare nuove forme di comunicazione e mescolare i linguaggi. Ho cominciato da sola, studiando e cercando di capire il più possibile di web design, marketing e seo.

Come mai hai deciso di autodefinirti curvy-blogger quando si vedono altre ragazze morbide che continuano a definirsi tranquillamente e semplicemente fashion-bloggers?

Le definizioni hanno senso solo se le si prende come indicazioni di massima. Nella vita reale non sono necessarie, ma su internet si deve far si che le persone interessate agli argomenti che trattiamo ci trovino con facilità; e dovendo scegliere come farmi indicizzare da google ho deciso che mi sento più curvy che fashion.

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Le tue foto in bikini che abbiamo scelto a corredo di questa intervista sono molto belle e parlano da sole ma cosa rispondere alle tantissime ragazze, anche molto giovani, che non sono delle semplici 48, bensì delle 52, 54, XXXL ?

Le mie foto in bikini sono foto allegre e non costruite. Le ho mostrate non per far vedere il mio fisico, ma per tentare di superare uno dei tabu più grandi in fatto di aspetto fisico. Facendomi fotografare in costume ho voluto metterci la faccia e il corpo, per far si che le campagne mie e di altre blogger sull’autostima fossero riempite di senso e arrivassero alle lettrici nella maniera più onesta possibile. Fra gli obiettivi del mio blog c’è quello di stimolare la conoscenza e la consapevolezza di sé, una cosa che non ha nulla a che fare con la taglia che si porta.

E’ vero secondo te che il rischio per le donne morbide è quello di sembrare più in età oltre che più in carne? Che ne pensi e come ovviare a tutto ciò?

Il rischio c’è se insieme al sovrappeso c’è una scarsa forma fisica e soprattutto se si è costrette a vestire abiti non adatti, presi in prestito dalle linee per donne mature. Per fortuna però il mondo della moda sta cambiando e sono nati, specie all’estero, molti brand che consentono alle donne in carne di vestirsi con più stile e libertà. Molto secondo me fa anche l’atteggiamento, una donna sicura di sé e con degli obiettivi chiari, aperta al mondo e alle novità, non sembrerà mai più vecchia della sua età!

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Come mai, secondo te, se la maggior parte delle donne mediterranee porta una taglia che oscilla tra la 42 e la 48 distribuita su un’altezza che oscilla tra 1,60 e 1,70 stilisti e case di moda continuano a imporre un modello di donna che indossa in media la 38 su circa 1,80 di altezza? Cosa che spinge tante ragazze a fare la fame e ad autodistruggersi pur di adeguarsi a un modello assurdo per i nostri standards.

E’ una questione annosa. Le sfilate di moda sono uno show in cui ciò che deve venir fuori è l’abito, la modella ha un ruolo marginale e del tutto accessorio. A differenza di ciò che accadeva negli atelier dei grandi sarti di inizio ‘900, lo scopo dell’alta moda di oggi non è più quello di valorizzare il corpo della donna, bensì quello di creare oggetti di design che abbiano valore in sé. In quest’ottica far sfilare donne con forme poco accentuate non distoglie l’attenzione dal capo indossato.

“Style has no size”! Concordi dunque?

Lo stile non ha taglia, certo, però deve avere cervello, creatività e originalità.

Quale è l’età media delle tue lettrici e dei tuoi lettori uomini se ne hai?

Le mie lettrici hanno un’età media di circa 30 anni, la maggior parte di loro, secondo le mie statistiche ha fra i 25 e i 45 anni. Per gli uomini non credo di poter fare statistiche, sono così pochi!

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A chi ti segue consigli di cercare la taglia plus-size dei brand più alla moda, oppure di farsi fare abiti su misura?

Tendo a non consigliare. Il mio non è un blog che ti consiglia come vestirti. Cerco piuttosto di dare ispirazione e spronare le persone che mi seguono a conoscere la geometria del proprio corpo e a trovare uno stile peculiare, più sostenibile e consapevole, che rispecchi i gusti, i principi e le caratteristiche della persona.

Credi che blog come il tuo siano utili per cercare di arginare e, se possibile, correggere e rendere più aderente alla realtà il canone di bellezza dominante che invece continua imperterrito a proporre una donna alta, magra, bionda, occhi azzurri, nasetto minuscolo e sbarazzino, insomma la Barbie?

I modelli di bellezza cambiano ciclicamente. Nell’era del video è meglio essere filiformi. Negli anni ’50, quando il sogno della maggior parte delle donne era la famiglia perfetta, erano di moda le forme materne. Nei periodi di carestia le donne in carne erano considerate le più belle. Ma la vita comune non procede per categorie così nette. Forse il mio blog può servire a mostrare tutte quelle sfumature di bellezza che restano fuori dai grandi circuiti di diffusione delle immagini.

E pensi di poter in qualche modo essere utile alle tante donne di tutte le età che soffrono solo per il fatto di essere curvy?

Credo che blog come il mio possano far sentire le donne comuni meno sole e meno sbagliate e stimolarle a infischiarsene un po’ di più dei canoni di bellezza. Non credo in guru e motivatori, ma nella condivisione di esperienze e punti di vista che aiutino gli altri a intraprendere il proprio percorso di crescita personale.

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DAL FASHION AL FOOD CON FELINA ELEGANZA

A colloquio con Ophelia Kumbe, inconsueta modella-chef

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Pelle di cioccolato, movenze feline e un nome che evoca l’Amleto di Shakespeare: Ophelia Kumbe non è una che passa inosservata e nemmeno una che lascia indifferenti. Fotomodella per professione, chef per passione, si destreggia con disinvoltura tra il mondo del fashion e quello del food, riuscendo a restare fedele a sè stessa. Ed è probabilmente questo il segreto del successo che sta riscuotendo la sua pagina Facebook “Ophelia Fashion Chef” con la quale si propone come personal chef,  un vero e proprio ristorante che arriva direttamente a casa del cliente e cucina sul posto. Inevitabile quindi rivolgerle alcune domande.

Dalla moda ai fornelli: un bel salto il tuo! A cosa è dovuta questa scelta?

E’ dovuta al fatto che mi e’ sempre piaciuto cucinare, mettere a tavola amici, chiacchierare condividendo un piacere e una necessita’ comune, ovvero il fatto di dover comunque mangiare. E allora mi son detta perchè non scegliere la strada della convivialità?

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Come hai avuto l’idea di fare la personal chef? E’ un secondo lavoro che si affianca a quello di top-model, o solo un hobby?

Tutto è iniziato pensando che non c’è nulla di meglio che trasformare un piacere in lavoro, perchè in questo caso si da molto, moltissimo, in quanto lo si fa perchè piace davvero. E’ un hobby quando lo faccio per gli amici, così, per passare del tempo insieme. Però sta diventando un lavoro, e questo mi rende felice.

Sei bella, magra, cosmopolita: la tua cucina ti somiglia?

La mia cucina mi somiglia sì. Cerco di curarne sempre l’aspetto come faccio con me stessa. E poi e’ sana poiche’ cerco di renderla leggera e nel contempo gustosa. Cosmopolita? Anche!

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Sei nata a Xai Xai in Mozambico e hai viaggiato per lavoro nelle capitali di tutto il mondo. Nella tua cucina hai portato qualcosa da ognuno di questi luoghi? E cosa?

Certamente, ho sempre portato con me qualche idea, dalla mia Africa e da tutti i luoghi che ho visitato: ingredienti, spezie, abbinamenti, perchè ogni posto ha un suo modo speciale di usarli che lo distingue da tutti gli altri.

Che ruolo hanno le spezie nelle tue preparazioni?

Hanno un ruolo importantissimo a seconda della ricetta: alcune danno sapore, altre aggiungono carattere al piatto, altre ancora decorano e infine alcune sono curative e quindi fanno bene alla salute!

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Segui delle ricette scritte oppure le crei tu stessa?

Si, seguo ricette scritte ma mi piace anche crearle da sola o partendo dalle basi di altri, togliendo o aggiungendo ingredienti per vedere cosa esce. Mi piace sperimentare insomma!

Quanto influisce secondo te una buona presentazione dei cibi sulla buona riuscita di un banchetto?

Tantissimo! Per me un bell’ impiattamento aggiunge valore al cibo.  E questo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanto tengo alla bellezza!

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Hai mai avuto paura di ingrassare dedicandoti ai fornelli? Oppure hai qualche segreto per rimanere così magra pur mangiando?

No, mai avuto paura di ingrassare ed e’ da tanto che cucino e che mangio pure. Ci sono cose che non mangio volentieri, ma solo perchè non mi piacciono o perchè in grandi quantita’ fanno male alla salute. Per il resto, sono così per costituzione.

Nel mondo del fashion spesso accade che le ragazze finiscano nel tunnel dell’anoressia. Non è il tuo caso, ma quale consiglio daresti a una ragazza che finisce in quel tunnel?

L’annoressia e’ una malattia ed è il medico che si deve pronunciare. E’ difficile da parte mia dire qualcosa, non riesco a capire come possa una persona rimanere senza mangiare, so che io ho una specie di campanello che mi dice che e’ ora, e se non mangio mi sento male, cambia l’espressione del mio viso, mi si abbassa il tono di voce, insomma è come aver bisogno di carburante per la macchina.

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Cosa pensi dell’attenzione di cui oggi sono oggetto le donne curvy anche da parte di autorevoli testate?

Tutto dipende dai canoni di bellezza. A me piacciono le donne con le forme, le trovo bellissime, femminili. Da piccola mi sentivo a disagio per la mia magrezza perchè in Mozambico la donna e’ bella quando e’ in carne. Poi, quando sono arrivata qui, ho capito che ero fortunata, perchè ci sono canoni di bellezza diversi e la magrezza che prima mi faceva soffrire si è rivelata un prezioso strumento di lavoro!

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Qui si trova il Fashion secondo W.D. ovvero moda e dintorni articolata in:

- beauty, i prodotti più nuovi per rifornire il beauty-case + dritte e consigli per vivere le curve come una risorsa alternativa e non come una condanna

- bloggers lounge,  l’intervista a una fashion-blogger

- idee on the road, gli outfit fotografati al volo per le vie del Quadrilatero e gli oggetti del desiderio adocchiati nelle vetrine e negli show-room milanesi

- trend setter,  i trend del momento, i must have della stagione e gli indirizzi dove trovarli a Milano