Giornalisti e blogger: colleghi o rivali? In un libro la risposta

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Giornalisti e blogger: colleghi o rivali? In un libro la risposta

Informare: questo l’obiettivo comune a giornalisti e blogger. Non c’è quindi alcuna differenza fra l’una e l’altra figura e fra le rispettive professioni? La classica domanda da un milione di dollari alla quale c’è chi da risposte affermative e chi, invece di rispondere, si perde in diatribe infinite. E’ comunque un dato di fatto che quando si parla di queste due professioni è come incamminarsi in una via irta di sassi e allora, c’è chi di questi sassi ne fa un muro invalicabile e chi, invece, ne fa un ponte da attraversare comodamente. Cristina Maccarrone, giornalista in Forbes.it, Yahoo! Finanza, Osservatorio Diritti, Vanity Fair, e Riccardo Esposito, blogger, ritenuto attualmente il maggior esperto di blogging in Italia, trovandosi a percorrere lo stesso cammino, hanno scelto di costruire un bel ponte comodo e agevole e hanno descritto il loro percorso nel libro “Scrivere per informare” pubblicato di recente da Flacovski editore. Il contenuto e lo scopo dichiarato sono riassunti nel sottotitolo: “cosa un blogger può imparare da un giornalista e cosa un giornalista può imparare da un blogger”. Il volumetto, che contiene anche un capitolo a cura di Alessandra Boiardi, è double face, infatti si legge da entrambi i lati, uno a cura di Cristina e l’altro a cura di Riccardo, proprio a simboleggiare le due professioni come le due facce opposte, ma strettamente unite, di una stessa medaglia. Un testo la cui lettura consigliamo caldamente a tutti, soprattutto a chi desidera impiegare in maniera intelligente e costruttiva il tempo che prima della pandemia dedicava al cinema o all’aperitivo e che ora, probabilmente, non sa come impiegare. Prima di iniziare la lettura però, ci è sembrato opportuno incontrare i due autori e rivolgere loro poche domande per chiarire alcuni aspetti e consentire un approccio “easy” anche chi è completamente estraneo al mondo della scrittura e del web. Ed ecco le loro risposte.

Chi è il giornalista e chi è il blogger, ovvero quali sono i requisiti, i titoli di studio, il bagaglio di esperienze, specializzazioni, master, capacità effettive etc. che devono essere presenti nel CV di ognuno di loro?

Riccardo Dal mio punto di vista non credo che ci siano strade ben definite per affrontare queste professioni. Io, ad esempio, sono laureato in Scienze della Comunicazione ma, diciamolo, spesso è l’esperienza sul campo a fare la differenza. Chiaramente un giornalista deve ottenere il famoso patentino e assumere il ruolo di pubblicista o magari di professionista, dopo aver sostenuto l’esame. Ma la gavetta, la presenza sul territorio, le indagini, la verifica delle fonti, la stesura e la correzione delle bozze: questo è importante. Poi ci sono i libri, lo sappiamo. E i corsi, i master. Tutto buono e utile. Ma facciamo la giusta esperienza, ecco cosa penso.

Cristina Se dovessi attenermi a una definizione vecchia, potrei dire che il giornalista è chi scrive sui giornali e il blogger chi scrive sui blog. E ancora molti miei colleghi giornalisti tendono a difendere questa separazione. Io credo, però, che i ruoli spesso si mescolino e che sempre più spesso capita che un blogger possa scrivere un pezzo con caratteristiche giornalistiche e che un giornalista faccia il blogger, ossia abbia il suo blog o scriva per blog altrui. Quello che conta, ed è l’obiettivo del nostro libro, è che faccia contenuti che abbiano uno scopo informativo, ossia che scriva per informare. Certo, ci sono giornalisti che fanno reportage, inchieste e così via, che sono contenuti ovviamente di un certo tipo, ma ci sono tanti che scrivono articoli e approfondimenti molto validi e che dai blogger potrebbero imparare a lavorare considerando la user experience (UX), la SEO e tanto altro, tipico dei blogger. Così come il blogger può imparare tecniche giornalistiche e applicarle quando sta facendo informazione.Per entrambi secondo me oggi contano: capacità di scrivere bene e di sapere dialogare con il lettore, conoscenza della scrittura in ottica SEO, conoscenza della UX per quel che concerne il loro lavoro, sapere condurre un’intervista, saper consultare le fonti, saperle inserire nel proprio articolo con anchor text (i testi di ancoraggio per un link fatti bene), sapere “costruire” un pezzo dal punto di vista visual e così via. Non servono tanto master, quanto corsi che insegnano queste e altre cose. E poi l’esperienza sul campo. Ovviamente, la base di partenza è un’ottima conoscenza di base. Io parto da una laurea in Lettere più un master in Formazione e media, ma ognuno può decidere il suo percorso.

Cristina Maccarrone – Foto di Carmine Prestipino

Quali sono i tratti comuni a entrambi e quali strumenti esistono per evitare concorrenza sleale o inutili sovrapposizioni?

Cristina I tratti comuni sono quelli che ho già detto. Quanto a sovrapposizioni o concorrenza sleale, secondo me se si citano le fonti, se è chiaro quando si sta scrivendo un publiredazionale o facendo native advertising, si evita concorrenza sleale. Entrambi devono tenere a mente il lettore: scrivere con accorgimenti SEO non vuol dire scrivere per il motore di ricerca che deve essere un mezzo, mai un fine.

Riccardo Il desiderio di comunicare bene, per dare qualcosa in più a chi si trova dall’altro lato. Un giornalista può usare codici differenti rispetto a quelli del classico blogger che scrive su un blog, magari può avere dei bisogni e delle necessità differenti. Diciamo spesso che il blogger ha meno pressioni rispetto al giornalista: forse e vero, o forse no. Ma il punto che accomuna entrambe le professioni è la buona comunicazione. La capacità di raggiungere il punto, ecco.

Quali sono invece le divergenze e quali strumenti esistono per superarle ed evitare assurde rivalità e gelosie?

Riccardo Beh, diciamo che a volte i giornalisti hanno un’impostazione di superiorità nei confronti dei blogger. I quali, però, vantano autonomie e libertà che non fanno coppia con professionalità. Quindi improvvisano, si lanciano in imprese senza una struttura di esperienze e conoscenze. Direi questo: lasciamoci alle spalle le divisioni e le divergenze, lavoriamo insieme per comunicare come dei professionisti in grado di imparare ogni giorno qualcosa in più dai propri vicini.

Cristina A volte noi giornalisti ci sentiamo superiori e sbagliamo. Anche perché spesso i blogger hanno un rapporto molto più diretto con i lettori e molto più personale rispetto al giornalista che si mette sul piedistallo. Il giornalismo è molto in crisi e su questo si dovrebbe riflettere tanto. Direi che con il nostro libro, io e Riccardo cerchiamo di appianare rivalità e gelosie. Con il libro, ma anche con i webinar che facciamo ogni settimana, nel nostro gruppo “Scrivere per informare” che consiglio sia a giornalisti che blogger, così come anche uffici stampa e comunicatori in generale.

Fra le fonti principali delle notizie, si sa, ci sono i comunicati stampa. Per giornalisti e blogger gli addetti agli uffici stampa che diramano i comunicati sono mere fonti di notizie o colleghi con i quali collaborare e dialogare?

Cristina Direi la seconda: il comunicato è una fonte, ma va sviluppata come le altre. A volte è comodo fare l’editing del comunicato stampa e può capitare ma la cosa migliore è che il comunicato sia un punto di partenza per fare ulteriori approfondimenti e fare interviste. E questo grazie agli uffici stampa che, quando lavorano bene, ti organizzano tutto in poco tempo, ti mandano i contatti per fare interviste sono a dir poco preziosi!

Riccardo Mettiamola così: dovrebbero essere dei colleghi ma spesso diventano semplici fonti da strizzare per avere qualcosa da pubblicare. Non funziona così eppure spesso ho incontrato l’ostilità dei giornalisti che vedevano il comunicato stampa solo come un testo da copiare e incollare sul CMS. Ignorando tutto quello che si nasconde dietro al concetto di duplicazione dei contenuti, penalizzazioni, cattiva comunicazione, inadeguatezza del comunicato stampa per il lettore finale. Dovrebbe esserci una grande collaborazione con chi invia comunicati stampa, ma non sempre ciò avviene.

Riccardo Esposito

E quali sono, per gli uni e per gli altri, gli strumenti tecnici più utili e adatti alla collaborazione e al dialogo? Sono gli stessi per entrambi?

Riccardo Guarda, qui credo che non si tratti di strumenti tecnici ma di propensione al dialogo. Ho dedicato spazio al tema spiegando, ad esempio, come inviare un comunicato stampa via email (qui trovi l’articolo). Quali sono i punti essenziali? Alla fine si deve solo lavorare con file di testo e casella email. Tutto cambia, però, in base al modo in cui decidi di interfacciarti con la persona che si trova dall’altra parte.

Cristina Al comunicato stampa sia dal punto di vista del giornalista che lo riceve che per chi si trova occasionalmente a farne uno – dicendo sempre che è lavoro dell’addetto stampa – ho dedicato un capitolo del libro: l’ultimo. Parlo di come creare l’oggetto della mail giusta, come scriverlo anche “rubando” delle tecniche del mondo del web, dando aria ai testi, usando i grassetti e così via. Posso consigliare di leggere il libro per questa risposta?

Certo che puoi, anzi unisco al tuo invito ai lettori anche il mio! Ma torniamo a noi. Il blog, nell’immaginario collettivo, è il luogo deputato ad accogliere gli scritti del blogger mentre il giornale on-line è quello che pubblica gli articoli del giornalista. Spesso sono, o sembrano, inevitabili le contaminazioni. Secondo voi sono ormai un dato di fatto, un rischio da correre, oppure qualcosa da evitare a tutti i costi? E con quali strumenti tecnici?

Cristina Io me le auguro le contaminazioni! Io stessa sono frutto di una contaminazione: nasco come giornalista di strada, nel senso che facevo cronaca, andando in giro e consumando le classiche suole delle scarpe. Ho scritto inchiestine, reportage, fatto degli speciali, seguito elezioni, sono andata con i fotografi per vari servizi, per la carta e online (tra cui per Vanity Fair, ma anche Marie Claire, Giornale di Sicilia, Osservatorio Diritti, Corriere.it e altro), ma oggi scrivo essenzialmente sul web.Quello che ho imparato è sempre nei miei articoli, anche quando scrivo in ottica SEO. Chi pensa che giornalismo e SEO non possano stare sulla stessa riga sbaglia. Ma non sono solo io a dirlo: cercate #seojournalism su Twitter e troverete vari tweet o cercate su Google o seguite un giornale online come https://www.journalism.co.uk/ che dimostra come il mondo anglosassone non stia ancora a rimarcare la differenza tra blogger e giornalisti. E c’è anche una mia collega che stimo molto e che intervisto anche nel libro, come Rosy Battaglia che è allo stesso tempo una giornalista d’inchiesta, una blogger e anche una persona che usa bene i social media. Credo che ognuno debba prendere il meglio da entrambe le professioni senza dimenticare mai di fare informazione.

Riccardo Sicuramente inevitabile ma, soprattutto, auspicabile. Io credo e spero che le attività di blogging e giornalismo online si possa fare un lavoro di commistione magari con l’apertura di nuovi blog personali dei giornalisti con piattaforme più snelle e immediate come Medium e Substack che oggi attirano grande attenzione da parte di chi scrive per un giornale. Ma, al tempo stesso, vuole avere uno spazio personale.

Titolo: Scrivere per informare

Autore: Cristina Maccarrone, Riccardo Esposito

Editore: Flakovsky

Pagine: Maccarrone 245 – Esposito 165

Prezzo: 40 Euro

Info: Il libro è in vendita su Amazon

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