Lanaterapia o yoga della mente? Chiamatelo come volete ma, lavorate a maglia!

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Lanaterapia o yoga della mente? Chiamatelo come volete ma, lavorate a maglia!

ferri di legno

Ebbene sì, in molti ospedali è caldamente consigliato col nome di lanaterapia o yoga della mente e a trarne beneficio sono i pazienti oncologici, i pazienti in attesa di un referto, i convalescenti, i pazienti a lunga degenza e perfino le persone ammesse ad assistere i propri cari.

A dimostrazione di ciò, esiste una associazione che si chiama Gomitolorosa che nasce con l’obiettivo principale di portare la lanaterapia nelle sale d’attesa di ospedali, strutture ed enti che si occupano di salute e ovunque ci siano pazienti e familiari in tensione per le terapie, le attese, le prospettive future.

Finora sono state attivate con grande successo alcune esperienze di knitting therapy in molti ospedali di tutta Italia fra i quali:

  • Clinica Mangiagalli – Fondazione IRCCS Ca’ Grande Ospedale Maggiore Policlinico (MI)

  • A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino – Ospedale Molinette (TO)

  • Nuovo Ospedale degli Infermi – Asl Biella (BI)

  • ASST Papa Giovanni XXIII (BG)

  • ASST Ospedale Maggiore di Crema (CR)

  • Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni (TR)

  • Ospedale Santa Maria Goretti (LT)

E allora perché non proviamo a trarne beneficio anche noi, uomini compresi, proprio in questo frangente in cui siamo costretti a casa e cominciamo, tutti, a dare chiari segni di insofferenza?

ferri e gomitoli

Sì, ne siamo proprio convinti, è arrivato il momento di riscoprire un lavoro erroneamente ritenuto dai più un po’ noioso, adatto solo alle nonne, o esclusivamente agli appassionati, perché dietro la sua apparente semplicità si nasconde in realtà un innegabile potere benefico confermato anche dalla scienza.

Eccone alcuni esempi:

1. In una ricerca della British Columbia in Canada, eseguire questa attività potrebbe agevolare le persone affette da anoressia.

2. Sulla rivista Journal of Occupational Therapy,è stato pubblicato uno studio nel 2013 condotto su 3545 tessitori che hanno affermavano di sentirsi meno stressati e più felici quando lavorano a maglia.
3.
Carrie Barron, professore di psichiatria alla Columbia University, afferma che lavorare a maglia ha benefici identici a quelli della meditazione.

4. Il Dr. Herbert Benson, professore di medicina ad Harvard e capo del Benson-Henry Institute (BHI) presso il Massachusetts General Hospital, sostiene che ripetere i gesti del lavoro a maglia abbassa il livelli di sostanze prodotte dal nostro cervello quando è sotto stress come epinefrina e norepinefrina .

5. Un indagine condotta alla Princeton University ha rivelato che i movimenti ripetitivi aumentano la cessione di serotonina, che induce al buon umore, gratificazione e calma. I benefici sono incredibili:

  1. abbassa la pressione sanguigna

  2. riduce la depressione e l’ansia

  3. rallenta l’inizio della demenza

  4. è rilassante quanto lo yoga (da qui la denominazione di yoga della mente)

  5. distrae dal dolore cronico

  6. aumenta il senso di benessere.

6. Per il fisioterapista inglese Betsan Corkhill questa pratica può diventare una “dipendenza costruttiva” in grado di sostituire abitudini nocive come il tabagismo, l’anoressia, la bulimia o alcune forme di ossessione.

lavoro a maglia

Ma non è tutto.

Lavorare a maglia infatti è utile per tutti coloro che soffrono di problemi di motricità manuale ad esempio, muovere continuamente le mani significa infatti riscaldarle e diminuire i dolori di artrite.

Migliora l’umore, Stimola creatività, estro e pazienza.

Migliora l’autostima perché implica un obiettivo e il suo raggiungimento, vedere la propria creazione che si evolve è gratificante.

Ci sono infine anche dei benefici indiretti come ad esempio,

  • preparare da sé accessori come sciarpa e guanti e può essere un modo per ridimensionare i nostri acquisti spesso superflui.

  • è un attività perfetta per preparare i regali per i familiari gli amici e i conoscenti.

  • può essere una soluzione economica contro lo stress in sostituzione di altre scelte non sempre alla portata di tutti.

Riprendiamo dunque in mano i ferri, ma anche l’uncinetto, l’ago e le matassine per il ricamo e ogni altro strumento per i lavori femminili che giace dimenticato in fondo al cestino da lavoro di mamme e nonne che ognuno di noi ha sicuramente in casa. Sarà anche l’occasione preziosa per recuperare il dialogo con le generazioni che ci hanno preceduto, oggi più che mai necessario.

E per chi i lavori femminili non li sapesse fare ecco una serie di link utili con abbondanza e dovizia di spiegazioni!

https://www.youtube.com/watch?v=bk_tD6FZmdY

https://www.nonsprecare.it/come-lavorare-uncinetto

https://www.youtube.com/watch?v=GbiWZGjLJto

https://www.youtube.com/watch?v=4n1l5K_RJW4

https://www.youtube.com/watch?v=ZmuJt2Z1h3A

Non ci resta che augurare a tutte buon lavoro!

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