Piccola come una scatola, lilla come un sogno all’alba: ecco la libreria di Cristina di Canio

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Piccola come una scatola, lilla come un sogno all’alba: ecco la libreria di Cristina di Canio

Se per un qualunque motivo vi trovate a Milano, una città che sembra fatta apposta per sorprendere e stupire, passate in via Sannio  perché lì si trova una libreria davvero speciale, gestita da una ragazza altrettanto speciale: Cristina di Canio. Nata sotto il segno dell’Ariete e quindi impulsiva, testarda e diretta, ha organizzato la sua vita e il suo lavoro seguendo d’istinto i suoi sogni, riuscendo, e qui sta il bello, a non farli naufragare miseramente nell’inevitabile durissimo scontro con la realtà. Per questo noi l’abbiamo voluta incontrare ed ecco le sue risposte alle nostre domande.

Il mio libro” o “La scatola lilla”? Come si chiama in realtà la tua libreria? E poi perché lilla e non di un altro colore?

“Il mio libro” è il nome ufficiale, quello registrato alla Camera di Commercio. “La scatola lilla” è invece il nome con il quale mi hanno sempre chiamato i clienti, con chiara allusione alle dimensioni minuscole della location e alla colorazione a dir poco inusuale delle pareti, ed è andata a finire che è diventato il nome con il quale ora tutti chiamano la mia libreria. La scelta del colore invece è dovuta al mio desiderio di dipingere gli spazi con un colore rilassante per creare l’atmosfera giusta capace di invogliare alla lettura. Fra tutti i colori dell’iride inizialmente ne ho selezionati due, il verde acqua e il lilla, entrambi ritenuti rilassanti e, alla fine, ho optato per il lilla che mi è sembrato il più adatto e che a me piaceva di più.

Come sei approdata alla decisione di aprire una libreria? Ovvero quale è stato il percorso che ti ha fatto arrivare fin qui, e soprattutto come è stato: irto di ostacoli o liscio come l’olio?

Da bambina volevo fare la cassiera perché vedevo che le signorine alle casse prendevano tutti i soldi senza fare praticamente nulla ma la mamma mi ha spiegato che non era esattamente così e che dietro quel lavoro c’era tanta fatica. Poi, crescendo, ho fatto la brava ragazza e dopo aver compiuto studi regolari ho trovato un impiego a tempo indeterminato nel settore energetico, con le ferie ad agosto, 14 mensilità, etc. Insomma la sicurezza per la vita. Ma il tarlo dei libri e dell’aprire una libreria tutta mia non mi dava pace, per cui un bel giorno, ho mollato il posto fisso e ho creato la mia impresa. Ho fatto tutte le scelte d’istinto, munita solo dei miei sogni e di una breve esperienza in un’altra libreria che ho voluto fortemente per capire, almeno a grandi linee, a cosa andavo incontro e non fare il salto nel buio del tutto ignara. Inizialmente ero convinta di poter stare tutto il giorno a leggere in santa pace ma ben presto ho capito che non sarebbe stato così. Ora infatti io riesco a leggere solo di notte perché il lavoro, che non è solo quello di stare in cassa e riscuotere ma è anche e soprattutto quello di seguire e organizzare eventi e iniziative, mi assorbe tutta la giornata. Al principio, non lo nego, è stata dura, ma oggi, dopo dieci anni, sono ancora qui e ne sono fiera e felice.

Perché in un’epoca come la nostra, decisamente digital, tu hai scelto i libri? Una scelta provocatoria, controcorrente, o cosa?

Né provocatoria né controcorrente ma semplicemente la mia personalissima scelta. La libreria è il mio posto, un posto che adoro da sempre e che, almeno per me, non si riduce a un mero luogo di raccolta, conservazione e vendita di libri ma, al contrario, è uno spazio abitato dalle storie delle persone che la frequentano. Perché il bello del mio lavoro è proprio questo. L’incontro con le persone che entrano per chiedere un libro e, per spiegarmi meglio ciò che desiderano, finiscono col raccontarmi la storia della loro vita. Inoltre l’approccio, nel mio caso è favorito dalle dimensioni minime del locale che costringono chi lo frequenta a dirsi almeno buongiorno. E la cosa favolosa è che proprio lo spazio ridotto, inizialmente visto anche da me stessa come un possibile fattore limitante, si è rivelato invece un punto di forza e una peculiarità capace di favorire il dialogo. Tanto per dire, da me ci si chiama per nome e spesso ci si da del tu. Tornando al discorso dell’epoca digital, è vero, oggi tutto è digital ma io sono convinta che il libro non morirà mai perché è una cosa senza tempo. Io stessa amo definirmi una libraia senza tempo, al punto che mi sono fatta tatuare sul braccio un orologio virtuale senza lancette.

Chi è il tuo cliente tipo? Vecchio, giovane, uomo, donna, ragazzo?

Da me vengono soprattutto le donne e mi sono anche chiesta perché. E la risposta è che le donne hanno più fame di storie rispetto agli uomini e poi sono più disponibili a lasciarsi stupire. Azzardano di più, sia nello scoprirsi raccontando molto di sé, sia nel lanciarsi alla scoperta di nuovi generi letterari. Diciamo che la percentuale di donne che frequentano la scatola lilla è del 60 per cento contro un 40 per cento di uomini. Quanto all’età, vedo entrare donne di tutte le età, dalle più giovani fino alle nonne. Invece per ciò che riguarda bambini e ragazzi, non frequentano la mia libreria, nemmeno accompagnati dalle mamme. Da me entrano persone dai 20 anni in su.

E il genere di libro più richiesto? Narrativa, saggistica, fantasy, gialli, o rosa?

Non c’è un genere preciso che mi viene richiesto, a meno che non vengano direttamente qui con una richiesta specifica riguardante di solito un libro da regalare o da acquistare per sé. Il più delle volte invece entrano chiedendomi qualcosa da leggere e allora io comincio a parlare e a farli parlare per capire meglio che tipo di persona ho davanti, quali sono i suoi gusti e le sue esigenze in fatto di lettura ed è proprio in questa fase che affiorano le storie. A volte sono semplici spiragli sulle vicende vissute. A volte invece brani di vita come lo spezzone di un film e spesso veri e propri romanzi. L’umanità è varia e sorprende sempre.

Nella tua libreria trova spazio il digital? E, se sì, in che modo?

No. Il posto per il digital da me non c’è perché per poterlo avere dovrei dotarmi di strumenti e strutture che non ho e che non saprei dove e come collocare. Inoltre il cliente sarebbe comunque spinto a fare quasi tutto da solo e verrebbe meno proprio l’aspetto che più caratterizza il mio lavoro, ovvero il rapporto umano con i lettori, che, lo avrai capito, è la cosa alla quale tengo di più in assoluto. Questo non vuol dire che io ad esempio non usi i social, ma li uso unicamente per far conoscere le mie iniziative.

Riesci a farmi un rapido bilancio delle tue iniziative della prima parte dell’anno e sai dirmi quale ha avuto maggior successo?

Il 2019 è stato un anno rivoluzionario in senso molto positivo, in quanto sono riuscita a varcare gli angusti confini di via Sannio e a farmi conoscere a livello nazionale. Questo è avvenuto grazie alla mia partecipazione a diverse trasmissioni in varie radio, da radio 2, a radio dj, fino a radio capital, durante le quali, con l’hastag #libraiaonair, ho risposto alle domande dei lettori. Fra le iniziative di maggior successo c’è sicuramente quella dell’abbonamento a distanza che funziona più o meno così: dopo aver compilato un identikit della persona, basandomi sulle risposte date a un questionario mirato a far luce sulle sue preferenze nel campo della lettura, scelgo un libro a mio parere adatto e lo spedisco direttamente a casa.

Infine, quali sono i progetti che stai varando in autunno?

Le iniziative di questo autunno appena iniziato sono tutte sulla mia pagina Facebook,  @scatolalilla , che viene aggiornata continuamente. Quinti è sufficiente consultarla per essere sempre informati e non lasciarsi sfuggire nessuna iniziativa. In questo momento mi preme sottolineare quella dei “Corsi in scatola”. Dall’11 ottobre iniziano infatti i Percorsi americani, ovvero una serie di scorribande nella letteratura americana a cura di fabrizio Coppola. Dal 17 ottobre parte il corso di Calligrafia a cura di Mario Corallo che fa un interessante lavoro partendo dal corsivo. Dal 22 ottobre inizia il Social Knit Scarf, ovvero la lavorazione a maglia di sciarpe da donare ai senzatetto. E infine, dal 4 novembre, subito dopo il ponte di Ognissanti, partirà il corso di coro Notami a cura di Alice Claire Ranieri. Per maggiori informazioni a proposito scrivere a info@lascatola.org Che altro dire? Vi aspetto!

Chi:  Cristina di Canio, la libraia senza tempo della libreria “Il mio libro”,

meglio nota come “La scatola lilla”

Dove: Via Sannio, 18, 20137 Milano

Tel. : 02 3984 3651

Sito web: www.lascatolalilla.it/about-la-scatola-lilla/il-mio-libro

e-mail: scatolalilla@gmail.com

pagina Facebook: @scatolalilla

Orari di apertura: 10:30 – 13:00, 15:00 – 20:30

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