Quel buonissimo Pan de Mej

Data Storica: accadeva a Milano qualche decennio fa…
1 Aprile 2019
Una Milano in “giallo/nero” da percorrere e da leggere col fiato sospeso
2 Maggio 2019

Quel buonissimo Pan de Mej

a cura di Patrizia Frìsoli

Pan de Mej, Pan de Meitt, Pan de Mèinn,  Pan Meino: questi nomi diversi si riferiscono tutti ad  un piccolo pane rotondo, leggermente dolce, d’antichissima tradizione, diffuso  in Lombardia, soprattutto nelle province di Milano e Como e significa pane di miglio. Infatti, uno dei principali ingredienti era il miglio, antico cerale utilizzato  comunemente al Nord fino al XVII secolo per la panificazione e la preparazione di dolci rustici. Dal Settecento in poi il nome rimase lo stesso, anche se la farina di mais occupò il posto di quella di miglio. In entrambi i casi la consistenza del dolce è granulosa e molto friabile. Altro ingrediente cardine per il Pan de Mej sono i fiori di sambuco , piccole florescenze bianche dal profumo  penetrante, utilizzate sia per aromatizzare il dolce sia come decorazione. Infatti un altro nome del dolcetto è Panigada da “paniga” termine dialettale per definire il sambuco. Pochi e semplici gli ingredienti: farina di frumento, farina di mais, sia fine che grossa, burro, uova, zucchero e fiori di sambuco. L’impasto è modellato a forma di pagnottine  leggermente schiacciate con un diametro di 8-10 centimetri che raggiungono un peso di circa 100 grammi. Ultimamente sono nati anche i “meini”: stessa ricetta, ma di peso minore. Secondo la tradizione, veniva preparato il giorno di San Giorgio, data in cui anticamente si stipulavano i contratti per la fornitura di latte tra mandriani e lattai. In quel periodo fiorivano anche i sambuchi, per cui si solennizzava  l’antico patto preparando il Pan de Mej cosparso di fiori di sambuco e i lattai, per l’occasione, regalavano ai propri clienti la panna liquida per accompagnare questo dolce, abitudine che continuò a persistere nel tempo. Ancora oggi questi dolcetti si consumano principalmente per la festa di San Giorgio, che cade il 23 aprile, accompagnati da soffice panna montata. Purtroppo sono pochissimi i “prestiné” e le pasticcerie  che vendono il Pan de Mej. Ogni tanto compaiono sugli scaffali della GDO, in occasione delle settimane dedicate ai prodotti alla Lombardia, grazie all’iniziativa di piccoli produttori artigianali che tenacemente portano avanti questa tradizione tutta lombarda. Essendo così difficile trovarli già fatti… perchè non provare a realizzarli a casa? La ricetta è semplice… e noi vi consigliamo quella pubblicata dal sito www.buonalombardia.regione.lombardia.it che riportiamo integralmente qui di seguito. L’unica difficoltà potrebbe essere reperire i fiori di sambuco, ma basta cercarli in una fornita erboristeria oppure andarli a raccogliere personalmente durante una salutare scampagnata.

 

Ingredienti per 6 persone:

farina gialla a grana fine:  200 g
farina gialla a grana grossa:  100 g
farina bianca:  150 g
burro:  150 g
zucchero:  100 g
lievito di birra:  15 g
uova:  3
latte:  q.b.
fiori di sambuco:  3 cucchiaini
zucchero vanigliato:  q.b.
olio:  q.b.
sale:  q.b.

Esecuzione:
Mescolare insieme le tre farine e poi setacciarle sulla spianatoia;
aggiungere un pizzico di fiori di sambuco, un po’ di sale, lo zucchero, le uova e il burro fatto prima fondere;
mescolare con cura e unire il lievito sciolto con poco latte tiepido;
impastare bene gli ingredienti unendo, se necessario, altro latte;
fare con la pasta una palla, metterla in una zuppiera, coprirla con un tovagliolo e lasciarla lievitare per un’ora in luogo tiepido;
trascorso questo tempo, ungere con olio una placca da forno e spolverizzarla con farina bianca;
fare con la pasta tante pagnottine lievemente schiacciate, di circa 10 cm di diametro e metterle sulla placca tenendole distanziate perché cuocendo tendono ad allargarsi;
cospargere i pani con un po’ di zucchero vanigliato e fiori di sambuco;
cuocerli in forno caldo (190° C) per 30 min.
Varianti:
A parte l’uso del lievito e le variazioni sul tema della pasta frolla esposte nella nota precedente, le differenze fra le varie formulazioni di questa ricetta sono relative alle proporzioni tra la quantità di farina bianca e gialla (nelle due macinature, a grana fine e a grana grossa), con oscillazioni talvolta anche del 50%.
La scorza di limone e la vaniglia (o zucchero vanigliato) sono opzionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *