Da Perugia è arrivata “L’adorazione dei Magi”

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Da Perugia è arrivata “L’adorazione dei Magi”

Un dipinto affascinante e a lungo indagato, distinto dalla cifra stilistica di uno dei grandi protagonisti del Rinascimento
A partire da oggi, primo dicembre, fino al 13 gennaio prossimo, si rinnova l’ormai decennale tradizione di ospitare a Palazzo Marino, durante le festività natalizie, la mostra di un’opera di eccezionale bellezza, al fine di rendere l’atmosfera del Natale ancora più solenne e significativa. Questa volta la scelta è caduta sull’adorazione dei Magi di Pietro Vannucci da Castel della Pieve, detto il Perugino, (Città della Pieve, circa 1450 – Fontignano, 1523) noto anche per essere stato il maestro del divino Raffaello. La grande pala d’altare (olio su tavola, 242 x 180 cm) fu realizzata per la chiesa di Santa Maria dei Servi e citata per la prima volta nelle Vite del Vasari, edizione del 1568. La sua attribuzione però è stata a lungo discussa anche a causa dei numerosi e complessi riferimenti culturali presenti nell’opera stessa. Il Cavalcaselle (1866) la ritenne infatti opera matura di Fiorenzo di Lorenzo e l’ipotesi fu accolta anche da Giovanni Morelli (1886) e Bernard Berenson (1897). Successivamente però Jean Carlyle Graham (1903), autrice di una monografia su Fiorenzo di Lorenzo, ripropose il nome del Vannucci, definendo l’Adorazione dei Magi un lavoro iniziato dal Perugino in gioventù, da lui stesso lasciato incompiuto, e solo successivamente portato a termine da Fiorenzo di Lorenzo e dai suoi collaboratori.
Ma fu solo con l’analisi e lo studio di Adolfo Venturi (1911) che aderì in pieno all’opinione del Vasari, che l’opera venne attribuita definitivamente al Vannucci giovane, grazie anche a una serie di elementi quali l’influenza del Verrocchio, alla bottega del quale il giovane umbro si era formato, nelle fisionomie dei soggetti e nel drappeggio delle vesti. Altri elementi che contribuirono all’attribuzione definitiva furono poi la conoscenza dell’arte e dello stile dei  fratelli Pollaiolo che traspare nella profusione degli ornamenti. E, infine, anche qualche reminiscenza dell’arte di Piero della Francesca, suo probabile maestro, nel paesaggio sullo sfondo.
Dal Venturi in poi, comunque, nessuno ha messo più in dubbio la paternità di questa splendida adorazione e anzi, sono stati evidenziati molti nessi stilistici con altre opere del maestro, dipinte in età matura, come la purezza diafana dei volti femminili e il sapiente gioco di luce e colore. Ma al di là degli studi e delle opinioni dei critici sulla tecnica pittorica, altri elementi di grande fascino sono stati individuati da Von Ruhmor (1827) che ha indicato nel giovane con la berretta rossa, raffigurato all’estrema sinistra della pala, un ritratto del Perugino giovane, i cui lineamenti corrispondono in maniera sorprendente a quelli dell’autoritratto firmato, da lui eseguito in età matura, nel 500 circa, nel Collegio del Cambio di Perugia. Un dettaglio che ha agevolato anche la datazione dell’opera, collocandola intorno al 1475.   Infine, uno studio più recente, (Teza, 1997) suggerisce di ravvisare nei Magi alcuni membri della famiglia dei Baglioni, signori di Perugia, sulla falsariga della consuetudine fiorentina presente, ad esempio, negli affreschi di Benozzo Gozzoli della cappella Medici Riccardi a Firenze,  nei quali i tre re Magi hanno le sembianze di alcuni esponenti di casa Medici. Nella grande pala perugina, il Mago più anziano, Gaspare, sarebbe il capostipite Malatesta Baglioni. Baldassarre sarebbe Braccio, guida della casata all’epoca della realizzazione del dipinto. E Melchiorre sarebbe Grifone, figlio di Braccio, destinato a succedere al padre. Una ipotesi affascinante e non improbabile, poichè la committenza del dipinto da parte dei signori della città è del tutto verosimile, in quanto la chiesa di Santa Maria dei Servi era vicina alle ricche dimore dei Baglioni e ospitava anche le tombe di alcuni membri di quella potente famiglia. L’esposizione di Palazzo Marino è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, e anche curatore del catalogo della mostra pubblicato da Silvana editoriale, il quale, in occasione di questo eccezionale prestito, ha potuto autorizzare il restauro dell’opera prima del suo trasporto a Milano.

Cosa: “L’adorazione dei Magi” di Pietro Vannucci detto il Perugino

Dove: Palazzo Marino, Sala Alessi.

Quando: Dal 01 Dicembre 2018 al 13 Gennaio 2019. Ingresso gratuito

Orari di apertura al pubblico
Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00 
(ultimo ingresso alle ore 19.30)
Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30 
(ultimo ingresso alle ore 22.00)
Chiusure anticipate
7 dicembre chiusura ore 12.00(ultimo ingresso alle ore 11.30)
24 e 31 dicembre 2016 chiusura ore 18.00 
(ultimo ingresso alle ore 17.30)
Festività  
8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00(ultimo ingresso alle ore 19.30)

Info:  Tel.: 800.167.619   E-Mail info: mostre@civita.it    Sito ufficiale: http://www.comune.milano.it

 

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