L’eterno fascino della montagna

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L’eterno fascino della montagna

Questa volta l’incontro è con Guido Bellini, Accompagnatore di media montagna della regione Lombardia e Presidente fondatore dell’Associazione “Mountain Leader” Italia. Ecco il nostro colloquio.

Quando, come e perchè è nata e l’associazione che presiedi?

L’Associazione italiana Mountain Leader (AIML) è nata nel 2009 quale referente per l’Italia dell’associazione internazionale UIMLA (union of international mountain leader association), che raggruppa 17 paesi d’Europa e del mondo, e stabilisce uno standard di formazione ed aggiornamento per questa figura professionale.

E di cosa si occupa esattamente?

AIML si propone primariamente di sviluppare questa figura professionale nel rispetto dello standard internazionale quindi è una associazione di interesse per le guide medesime, attuali e future, più che direttamente per gli utenti finali, i clienti delle guide. Ci si occupa quindi di lavorare in sinergia con gli enti formatori di queste figure, i collegi delle guide alpine ed i relativi organismi amministrativi e tecnici. Certamente poi si cerca di promuovere il ruolo dell’international mountain leader (in italiano lo possiamo tradurre con il termine previsto dalla legge di Accompagnatore di media Montagna) ad esempio presso gli operatori turistici (tour operator od altri) in Italia e all’estero.

Quali sono i requisiti che distinguono i componenti di MountainLeader rispetto alle altre associazioni analoghe?

Gli international mountain leader hanno un grande vantaggio rispetto ad altri colleghi che non hanno questo riconoscimento e cioè la loro qualifica è valida e riconosciuta anche all’estero cosa che può essere sempre più importante in un ottica di lavoro differenziato che può svolgersi con clienti italiani anche all’estero ma anche in Italia con clienti stranieri che possono facilmente identificare la propria guida anche in Italia dal logo UIMLA, che caratterizza le guide attive anche nel proprio paese di provenienza, di cui conoscono la professionalità: insomma l’importanza di un label di qualità.

E quali sono i requisiti e/o le caratteristiche delle persone che a voi si affidano per frequentare la montagna?

Fascia d’età, sesso, allenamento, tipo di interessi, grado di istruzione etc. Ci si rivolge a realtà molto variegate: dai ragazzi delle scuole per attività di educazione e didattica ambientale, a gruppi che vogliono effettuare percorsi in montagna impegnativi (anche se non di arrampicata ed alpinismo su neve e ghiaccio) e per questo vogliono affidarsi alla competenza ed all’organizzazione di un professionista. Ma una parte molto grande delle clientela è data da fruitori magari non allenatissimo ma che vogliono, muovendosi a piedi, scoprire un territorio con tutte le sue peculiarità naturalistiche, storiche ed ambientali. Questo è un tipo di turismo che da almeno due decenni è ben sviluppato in altri paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e non solo. L’elemento interessante e spesso un po’ sottovalutato è che una delle mete preferite da questi viaggiatori “lenti” è l’Italia, paese davvero unico per il suo mix di bellezze naturali e ricchezze storiche ed artistiche unico. Questo fa sì che esista un turismo di questo tipo, molto interessante anche per gli operatori turistici di tanti territori, perché non è per nulla un turismo povero anche se si muove a piedi e non in auto. Sicuramente però in Italia non abbiamo ancora ben capito le potenzialità di questa segmento di mercato.

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La tua esperienza di accompagnatore è ormai pluridecennale e quindi hai abbastanza elementi per spiegare e raccontare ai nostri lettori in che misura e in che maniera è cambiato nel corso degli ultimi anni l’approccio delle persone con la montagna.

Io ho acquisito l’abilitazione come Accompagnatore di media montagna ormai in tempi lontani (nel 2017 daranno 20 anni!) e fin da subito ho creduto nelle potenzialità di questa professione che ho cercato di svolgere a tempo pieno, dapprima creando con altri quella che è stata la prima realtà importante di associazione tra accompagnatori di montagna (cioè ribadisco gruppo di professionisti), cioè “La montagna incantata” che per quasi quindici anni ha sviluppato proposte che all’epoca in Italia erano poco diffuse o assenti (ne cito tre: i trekking con trasporto dei bagagli per camminare più leggeri senza rinunciare a un certo comfort; i percorsi su sentieri invernali battuti per dare la possibilità a tutti di avvicinarsi alla montagna invernale senza la complicazione tecnica e fisica legata all’uso delle ciaspole; e terzo, ma forse quello a cui sono più affezionato, percorsi a pedi finalizzati alla scoperta del patrimonio naturale storico e artistico in cui il camminare è un mezzo ma non il fine. Oggi, e ne sono molto contento, questo tipo di turismo si sta diffondendo anche in Italia anche se penso ci sia ancora molto da fare.

Uomini, donne, anziani e bambini, ma anche portatori di lievi handicap o convalescenti: condividi l’opinione di chi sostiene che la montagna è davvero adatta a tutti?

Si la condivido assolutamente perché la montagna è un ambiente dove ci si può mettere alla prova con se stessi, con il proprio corpo, con le proprie paure e che ci può aiutare ad acquisire maggiore fiducia in noi stessi. In montagna si possono fare molte attività differenti, non bisogna pensare solo ad attività complicate o faticose: si può scegliere. Affidarsi ad una guida professionista può aiutare a scegliere l’attività migliore e più opportuna per ciascuno.

Oltre allo sci, che è il più conosciuto e quello a cui tutti associano l’idea di montagna, quali sono gli altri sport che si possono praticare sui monti nelle diverse stagioni dell’anno?

Beh semplicemente si può camminare, su sentieri, su mulattiere, nei boschi ed è bello, stimolante e rilassante sopratutto per chi per la maggior parte dell’anno vive in città con ritmi ed esigenze spesso poco favorevoli al proprio benessere. Non trascurerei poi la bicicletta ricordando che l’uso della mountain bike, grazie anche al sempre maggiore diffondersi delle mountain bike elettriche, simili alle ebike che vediamo sempre più spesso anche in città, può essere una attività interessante non solo per superatleti.

Quale è il tipo di abbigliamento e il tipo di alimentazione più adatto e che quindi tu raccomandi per affrontare al meglio una bella escursione?

Beh credo che l’elemento più importante a cui dedicare attenzione siano le scarpe, comode ma allo stesso tempo solide e con una buona suola che garantisca aderenza in ogni condizione. Non è più sicuramente il tempo di scarpe pesanti e scomode, oggi ciascuno può trovare in base alle proprie esigenze la scarpa più adatta.

I tessuti tecnici poi, leggeri, caldi e comodi permettono di vestirsi nel modo migliore anche durante lo sforzo senza sudare troppo ed asciugandosi in fretta. Per l’alimentazione senza certo esagerare ma si può mangiare di tutto privilegiando una certa quantità di carboidrati di frutta e ricordandosi di bere perché idratarsi è davvero fondamentale per il funzionamento della nostra “macchina” muscolare.

Hai qualche lettura da consigliare soprattutto ai giovani, ma anche a chi giovane non è più, per un primo approccio con la montagna?

Un titolo ormai vecchiotto ma che mi ha sempre emozionato è Gaston Rebuffat, La montagna è il mio mondo, Vivalda 1996.

Per concludere, vuoi raccontare ai nostri lettori “cosa bolle in pentola”, ovvero illustrare i progetti che l’associazione che presiedi ha per il nuovo anno?


Nel 2017 sicuramente ci concentreremo ancora di più sulla realizzazione di momenti di incontro e di formazione continua in collaborazione con colleghi di altri paesi perché dopo una prima esperienza svolta nel 2016 con colleghi svizzeri ci siamo resi conto che si tratta di momenti particolarmente apprezzati ed utili per aprire un po’ gli orizzonti personali.

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